alla Prima paginaSapienza Università di Roma - Dipartimento delle Scienze dei Segni, degli Spazi e delle Culture
Sezioni di Antropologia, Linguistica e Filologia, Musicologia

 

Scuola e culture. Materiali di antropologia della mediazione scolastica

 

Scuola e culture: una ricerca in corso
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L’integrazione dei bambini stranieri nelle nostre scuole ha costituito, ormai da più di un decennio, un tema costante di discussione e di ridefinizione delle possibili strategie di intervento didattico e di mediazione culturale. Tuttavia l’inesauribile proliferazione teorica e bibliografica di questa stagione non sembra aver incoraggiato una ricaduta consapevole, nell'attività didattica quotidiana, di una cultura dell’ascolto. Rubricati in uno schedario generico e fuorviante, "agiti" dallo stigma di una cultura di provenienza ora esotizzata, ora più semplicemente immalinconita da una visibilità solo geografica, i bambini e i ragazzi stranieri scolarizzati in Italia rischiano di diventare i calchi impersonali e depersonalizzati di un paesaggio sociale multietnico su cui si esercitano le nuove retoriche della convivenza.

I contributi che andiamo raccogliendo in questo archivio ambiscono a un’inversione di tendenza: se volessimo utilizzare la metafora del viaggio, potremmo dire che la Scuola diventa la stazione di partenza e le Culture le destinazioni, le postazioni di arrivo da guadagnare attraverso le tappe intermedie previste da un viaggio etnografico. L’attraversamento di alcune "stazioni di passaggio" ha coinciso quindi con un progetto di ricerca che negli ultimi anni ha visto diversi giovani laureandi in discipline etno-antropologiche coinvolti in un percorso formativo nelle scuole.

La nostra ricerca si è avviata nell’ottobre del 2000, con un ciclo di incontri riservati agli insegnanti di alcune scuole romane nelle cui classi si registrava la presenza (più o meno rilevante sul piano numerico) di bambini stranieri. A seguito di questi primi incontri, dopo un’attenta fase di negoziazione metodologica, abbiamo fatto ingresso nelle scuole per dare vita a una registrazione etnografica – in tempo reale e in "presa diretta" – delle dinamiche sottese all’inserimento dei bambini stranieri nel gruppo-classe: dalle relazioni con i compagni al livello di partecipazione alle attività didattiche e ludiche; dalle potenzialità espressive alle difficoltà comunicative. Un’osservazione il più possibile vigile sui disagi, sui silenzi, sui conflitti ostentati o inespressi, sui legami affettivi, sui meccanismi di esclusione o di auto-esclusione posti in essere in un gruppo-classe dalla presenza di alunni stranieri.

La scelta della classi è stata operata soprattutto in ragione dei paesi d’origine dei bambini che vi erano inseriti: tenendo conto che ogni percorso di osservazione sarebbe confluito nel quadro più ampio di una tesi di laurea (e le singole tesi in più ampio progetto di ricerca) si è cercato in una prima stagione di privilegiare classi con bambini i cui paesi di provenienza erano più direttamente coinvolti nel flusso migratorio verso l'Italia.

Dal canto loro, i giovani coinvolti nel progetto hanno vissuto l’esperienza di ricerca con lo stesso spirito con cui si intraprende un viaggio etnografico. Informati sulla provenienza d’origine dei bambini che avrebbero osservato, durante la fase che ha preceduto l’ingresso nelle classi si sono dotati di un bagaglio conoscitivo essenziale sui sistemi scolastici vigenti nei paese d’origine, sull’incidenza dei flussi migratori, sulla pluralità delle identità etniche, sulle forme di vita religiosa e sulle più recenti trasformazioni sociali legate alle dinamiche e alle emergenze della mondializzazione; hanno inoltre raccolto del materiale didattico specifico da mettere in dotazione della classe: un materiale da utilizzare con parsimonia, mai ostensivamente, solo in accordo con gli insegnanti e a integrazione di momenti didattici pertinenti.

In sintesi, l’attraversamento antropologico di quel luogo esemplare di mediazione che è la scuola, ci sembra abbia reso possibile la sfida dell’incontro, dilatandone le evidenze e aprendo scenari inconsueti per tutti quegli educatori e quegli insegnanti ancora sensibili alla qualità pedagogica dell’ascolto.

L’idea di inserire i singoli lavori in un progetto più ampio e dare vita a un archivio utilizzabile tanto dagli antropologi quanto dagli insegnanti, ha rappresentato fin dall’inizio un’ambizione condivisa. Scuola e culture, allo stato attuale, più che un archivio compiuto, vuole essere un osservatorio in itinere, il punto di raccordo e di raccolta di materiali inscrivibili in un laboratorio permanente. In questa prima fase ci si limita a presentare alcune delle tesi di laurea prodotte, a documentare le attività di tirocinio svolte dagli studenti del Corso di laurea triennale, ad aggiornare sulle attività didattiche e sulle iniziative scientifiche collegate al tema della mediazione scolastica e proposte dal gruppo di ricerca che afferisce al Dipartimento.

Una parte consistente del materiale prodotto in questi anni troverà quanto prima una sua collocazione (consultabile e fruibile in sede) nel Laboratorio di antropologia dei suoni e delle immagini "Diego Carpitella", che raccoglie le versioni integrali delle tesi di laurea, le relazioni dei tirocini condotti dai laureandi in Teorie e Pratiche dell’antropologia, i documenti video di alcuni laboratori didattici attivati nelle scuole.

Laura Faranda  

Roma, 12 luglio 2004

 

 

Pagina composta il giorno 5-07-2004
Data dell'ultima modifica: 16-06-2008
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