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Università di Roma
- Dipartimento delle Scienze dei
Segni, degli Spazi e delle Culture Sezioni di Antropologia, Linguistica e Filologia, Musicologia |
Pierluigi Petrobelli
[in: Le grandi scuole della Facoltà. Roma, Università degli Studi ‘La Sapienza’ - Facoltà di Lettere e Filosofia, 1994 (stampa: Febbraio 1996): 401-403. La relazione di Pieluigi Petrobelli sulla musica e quella di Ferruccio Marotti sul teatro sono state lette al convegno "Le grandi Scuole della Facoltà" da Guido Aristarco, insieme alla propria sul cinema: vedi Guido Aristarco, "Le scuole di teatro, cinema e musica", ivi : 401-409]
L'insegnamento di discipline aventi per oggetto la musica presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "La Sapienza" ha una storia piuttosto lunga, ed illustre. Questa storia inizia nel 1926, quando venne conferito a Ferdinando Liuzzi l'insegnamento di Estetica e Storia della Musica, e venne contemporaneamente fondato l'Istituto di Storia della musica, di cui lo stesso Liuzzi venne nominato Direttore. La figura di Ferdinando Liuzzi, oggi ingiustamente trascurata, ebbe un sicuro rilievo musicologico in campo internazionale nei primi quarant'anni del nostro secolo. Pianista e compositore, Liuzzi aveva anche compiuto studi di filologia e di estetica musicale all'Università di Monaco di Baviera. I suoi interessi culturali erano accentrati sulla musica del Medioevo, in particolare sui rapporti tra la musica e le lingue latina e romanze. I due volumi dedicati alla trascrizione ed allo studio della lauda duecentesca, pubblicati nel 1935 dalla Libreria dello Stato, sono a tutto oggi una pietra miliare nel campo della musicologia medievale. Liuzzi stava portando a termine uno studio sistematico dei rapporti fra musica italiana e musica francese da Venanzio Fortunato a Lully, quando nell'ottobre 1938 le leggi razziali gli tolsero insegnamento e attività scientifica. A sostituirlo venne chiamato Luigi Ronga. Se Liuzzi stava a cavallo fra la ricerca scientifica e la creazione musicale, se era cioè contemporaneamente compositore e musicologo, Ronga era piuttosto uno studioso di problemi di estetica, che si occupava principalmente di questioni storico-musicali. La formazione di Ronga, allievo di Arturo Farinelli, era di stampo prettamente crociano, e come tale si mantenne durante tutto il lungo periodo in cui svolse la sua attività di docente alla Sapienza: prima come professore incaricato e poi, dal 1957, come professore ordinario, il primo ordinario di Storia della musica sulla scena universitaria italiana. Come direttore dell'Istituto, Ronga fondò e costituì una biblioteca di argomento musicale che ancora oggi non ha parallelo in alcuna altra analoga istituzione italiana; val la pena di ricordare in particolare la raccolta dei periodici musicali italiani e stranieri, che può considerarsi completa; ed una ricca collezione di dischi, quale necessario sussidio didattico. Le "Lezioni di Storia della musica" di Ronga sono state di recente pubblicate in volume a cura dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Con l'arrivo di Nino Pirrotta, nel 1973, di ritorno da diciott'anni di insegnamento ad Harvard, "La Sapienza" si arricchì di una delle figure più illustri della musicologia internazionale. Pioniere e creatore degli studi sull'Ars Nova italiana e sull'opera italiana del Seicento, Pirrotta ha prodotto studi fondamentali sul rapporto fra musica e teatro nel Rinascimento, su quello fra tradizione scritta e tradizione orale nel tardo Medioevo, per citare solo le opere maggiori. Alla sua scuola, nel pur breve periodo di magistero romano, si sono formati studiosi ora già affermati a livello internazionale - particolare significativo: attivi anche in settori molto diversi da quelli della sua ricerca specifica. L'influenza del magistero di Nino Pirrotta, al quale sono state tributate lauree honoris causa da Harvard, da Princeton, da Chicago e da Cambridge, si è estesa e si estende ben oltre l'ambito universitario italiano, con una incidenza sulla cultura internazionale. Nel 1978 gli è succeduto Fedele D'Amico, la cui altrettanto breve permanenza alla Sapienza (fino al 1982) ha arricchito lo spettro degli interessi storico-musicali soprattutto in direzione del teatro in musica, e segnatamente dell'opera rossiniana. La vivacità della cultura di D'Amico ha portato anche ad una sempre più ampia frequenza di studenti ai corsi di Storia della musica; e sempre a D'Amico si deve l'arricchimento della biblioteca attraverso la donazione di circa tremila fra spartiti e partiture, soprattutto del nostro secolo, da parte degli eredi di un appassionato cultore di musica; questo dono è venuto a colmare la lacuna forse più vistosa nelle risorse della biblioteca. Negli ultimi anni l'interesse per la disciplina si è mantenuto vivo e costante, come testimoniano le tesi, numerose e di ottimo livello, che si discutono con argomento musicale.
Quasi contemporaneamente all'arrivo di Nino Pirrotta, nel 1974, è stata istituita la cattedra di Etnomusicologia, creata soprattutto grazie alla presenza di un'altra figura prestigiosa a livello internazionale: Diego Carpitella. Autore della prima esplorazione e registrazione sistematica della tradizione folkloristico-musicale italiana, compiuta all'inizio degli anni '50 con Alan Lomax, la ricerca sul campo di Carpitella è stata sempre accompagnata da una riflessione teorica e insieme metodologica, grazie anche alle sue collaborazioni con figure quali Ernesto De Martino e Alberto Mario Cirese, e la sua scuola ha portato alla costituzione di un nutrito, solido gruppo di ricercatori, anch'essi ora già affermati in campo internazionale. L'originalità della ricerca di Carpitella, prematuramente scomparso nel 1990, si è manifestata anche attraverso l'attenzione a tutte le forme di comunicazione che accompagnano l'evento musicale: dal linguaggio verbale a quello del corpo, portando allo sviluppo di metodi e tecniche di ricerca appropriati allo studio così articolato dei fenomeni etnico-musicali. Ricordiamo fra l'altro che Carpitella è stato il fondatore ed il primo presidente dell'Associazione italiana della cinematografia scientifica.
In questi modi e con queste personalità anche la musica ha recato il suo contributo alle grandi scuole della Sapienza.
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composta il giorno 22-08-2002 Data dell'ultima modifica: 19-06-2008 |
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