alla Prima paginaSapienza Università di Roma - Dipartimento delle Scienze dei Segni, degli Spazi e delle Culture
Sezioni di Antropologia, Linguistica e Filologia, Musicologia
a.a. 2008/2009
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Introduzione al nuovo ordinamento didattico

Due importanti novità nell’organizzazione della didattica hanno accompagnato l’attivazione del nuovo ordinamento degli studi universitari:

A - l’introduzione dei crediti formativi universitari come unità di base dell’impegno e dell’attività di apprendimento degli studenti,

B - la riorganizzazione degli insegnamenti tradizionalmente impartiti secondo più ampie classificazioni in ‘settori scientifico-disciplinari’ la cui intitolazione può talora risultare oscura e che si affermano, però, come gli elementi fondanti di una nuova distribuzione di base delle competenze e dei saperi.

 

1 - I crediti

Il credito (indicato con la sigla CFU) è l'unità di base del nuovo ordinamento universitario. Il credito vuole misurare concretamente (in ore di lavoro) l'impegno medio che ogni studente dovrà affrontare in rapporto alle diverse competenze da acquisire e agli esami da sostenere. Ogni credito, secondo la convenzione adottata negli ordinamenti didattici, corrisponde a 25 ore di lavoro complessivo da parte dello studente. Queste 25 ore di lavoro complessivo per ogni credito comprendono, ovviamente, sia la frequenza di lezioni, esercitazioni e laboratori, sia la preparazione individuale sulla base di testi di supporto ai corsi.

La Facoltà di Lettere e Filosofia ha considerato ragionevole che ogni studente svolga una preparazione individuale di due ore per ciascuna ora di lezione seguita. Ciò significa che ogni credito comprende 8 ore di lezione, 16 ore di preparazione individuale e 1 ora per la valutazione del lavoro svolto. Nel caso delle lingue, l'apprendimento attraverso esercitazioni con lettori di madre lingua richiede un maggior numero di ore di lavoro guidato: in tal caso, la metà delle ore di ogni credito (12/13 ore) sarà in sede, l'altra metà, invece, è riservata al lavoro individuale dello studente.

Infine, i crediti relativi all'attività in laboratorio (linguistico, cartografico, etc.) non possono prevedere, evidentemente, lavoro individuale.

In ogni anno di corso lo studente dovrà acquisire mediamente 60 crediti (180 nell'intero triennio): ciò significa che in un anno saranno svolte 1500 ore di lavoro, almeno 480 delle quali sotto forma di lezioni, e la parte restante come lavoro individuale.

Anche la prova finale, che sostituisce la tesi del vecchio ordinamento, è calcolata in crediti (che rientrano nei 60 del terzo anno): dunque le dimensioni del lavoro da svolgere in relazione alla prova finale si adegueranno all'impegno (cioè al numero di crediti) prestabilito negli ordinamenti dei singoli corsi di laurea.

I crediti servono a costruire il percorso di ciascuno studente in modo equilibrato fra le diverse competenze previste in ciascun corso di laurea. In particolare, ogni unità didattica (cioè modulo) prevede un certo numero di crediti, che corrispondono al numero di ore necessarie per acquisire le competenze richieste in quel settore. Al termine del modulo - che può essere di 2, 4, 6, 8 (4+4) o 10 (4+6) crediti, secondo le necessità dei diversi corsi di laurea - lo studente sosterrà un esame, superando il quale acquisirà i crediti previsti nell'ordinamento.

Non vi è alcun rapporto fra credito e votazione conseguita nell'esame. I crediti sono il puro e semplice calcolo del lavoro sostenuto per superare l'esame, e sono dunque gli stessi per tutti gli studenti che superano quell'esame; il voto, invece, rappresenta la valutazione della preparazione di ciascuno studente, e verrà espresso, come sempre, in trentesimi. Quindi, ogni studente avrà un proprio curriculum, con una media che sarà calcolata in base alle votazioni conseguite; i crediti fotograferanno invece lo stato di avanzamento nel percorso degli studi dall'immatricolazione fino al terzo anno e alla laurea.

L'organizzazione in base ai crediti offre allo studente almeno due vantaggi:

- rende più facile il riconoscimento degli studi effettuati in altre Università italiane e straniere;

- permette di rendere più equilibrati i programmi dei corsi e degli esami. Fino ad oggi, si presentavano l'uno accanto all'altro programmi di esame (per lo stesso insegnamento o per insegnamenti diversi) che richiedevano un tempo di preparazione molto differente in ragione del numero di testi da preparare. Con il sistema dei crediti avremo programmi di dimensioni prefissate, che ciascuno studente è in grado di valutare in rapporto al lavoro complessivo espresso in crediti (se si prevedono, ad esempio, 8 crediti, questi corrisponderanno all'incirca a 64 ore di lezione e a 136 ore di lavoro individuale).

 

2 - I moduli

I corsi di insegnamento sono articolati in più moduli, di durata variabile (generalmente un trimestre o un semestre). A ognuna di queste unità didattiche viene attribuito dal Corso di Laurea un determinato numero di crediti, che lo studente conseguirà una volta superato l’esame finale con il docente cui è stato affidato quel modulo.

Il modulo non è costituito soltanto dalle lezioni del docente, ma può consistere anche - d’intesa tra Corso di Laurea e responsabili delle unità didattiche - in incontri seminariali (con presentazione e discussione di tematiche affrontate con il contributo degli studenti), in esercitazioni, in attività di laboratorio che prevedano l’uso interattivo di apparecchiature informatiche e/o di strumenti multimediali, in attività di laboratorio operativo, sperimentale e creativo (teatrale, cinematografico, musicale, di scrittura, ecc.) e, infine, in escursioni didattiche, attività sul campo, esercitazioni pratiche in biblioteche, laboratori e centri di ricerca. A ognuna di queste varie forme di attività formativa è assegnato un determinato valore in crediti, valore che concorrerà al raggiungimento da parte dello studente del valore totale attribuito al modulo. Fondamentale nella nuova organizzazione didattica è la frequenza da parte degli studenti, frequenza che viene computata in termini di crediti; è demandata ai responsabili dei singoli moduli la scelta di un’eventuale integrazione del programma d’esame e di ulteriori prove di verifica, oltre quelle già previste, per gli studenti che non possano frequentare in parte o in tutto i corsi.

Gli esami di profitto dei singoli moduli didattici possono consistere in prove orali e/o scritte davanti ad una commissione di almeno due membri, presieduta dal responsabile del modulo didattico. Nella valutazione finale si tiene conto dei risultati conseguiti in eventuali prove di verifica orali o scritte, delle attività seminariali cui lo studente ha partecipato, nonché di ognuna delle altre forme in cui è stata articolata l’offerta didattica.

La votazione è in trentesimi; ad essa può essere aggiunta la distinzione della lode; gli esami sono superati con la votazione minima di diciotto trentesimi.

 

3 - I settori scientifico-disciplinari

La seconda novità che trova la sua prima applicazione con la laurea triennale è costituita dai nuovi settori scientifico-disciplinari, che sostituiscono gli insegnamenti tradizionali.

1. Che cosa sono i ‘settori scientifico-disciplinari’?

Con la locuzione "settore scientifico-disciplinare" (s.s.d.) si intende indicare il nuovo tipo di ripartizione delle competenze presenti nelle diverse Facoltà. In questi ultimi anni sono avvenuti due processi indirizzati a una semplificazione dell'ordinamento degli insegnamenti universitari:

  1. i singoli insegnamenti sono stati dapprima riuniti in gruppi omogenei, ciascuno comprendente discipline tra loro affini (ad esempio, l'Antropologia culturale, l'Etnologia, la Storia delle Tradizioni popolari, e alcune altre materie affini sono state raggruppate nel settore delle "Discipline demo-etno-antropologiche", settore identificabile con il codice M-DEA/01);
  2. successivamente sono stati aboliti i singoli insegnamenti, e i settori, ulteriormente ridotti di numero e con sigle modificate, sono stati definiti in base ai loro contenuti scientifici e didattici, come settori del sapere umano piuttosto che come gruppi di insegnamenti universitari.

2. Che senso ha l'indicazione del settore scientifico-disciplinare nella tabella di un Corso di laurea?

L'indicazione del settore scientifico-disciplinare segnala allo studente che egli dovrà acquisire i crediti all'interno di quel settore, frequentando lezioni di una o più unità didattiche (cioè moduli) e svolgendo il lavoro individuale richiesto per superare la prova d'esame. Attraverso il titolo del modulo, con il relativo codice del settore scientifico-disciplinare (nel caso indicato sopra: M-DEA/01; oppure L-FIL-LET/10 per la Letteratura italiana, oppure L-LIN/01 per Glottologia e linguistica; etc.), e l'eventuale riferimento al titolo del vecchio insegnamento, lo studente capirà quali parti all'interno del settore saranno particolarmente approfondite nel modulo che si appresta a seguire.

3. Qual è la conseguenza dell'abolizione della titolarità dell'insegnamento?

Per gli studenti l'esame sostenuto in riferimento al settore invece che all'insegnamento non è sostanzialmente diverso: ci sarà comunque una commissione, questa volta presieduta dal titolare del modulo invece che dal titolare dell'insegnamento, come avveniva precedentemente. Un vantaggio è sicuramente costituito, in ogni caso, dalla possibilità di avere un'offerta didattica più ricca e articolata, entro la quale scegliere con maggiore libertà e consapevolezza, in base alle proprie motivazioni culturali ed esigenze formative.

 

4 - Il tutorato

Istituite già ai sensi della legge 341/1990, ma sino ad oggi poco valorizzate, le attività di tutorato svolgono la funzione di favorire il processo di formazione culturale dei giovani, necessario per una scelta efficace del percorso di studi, per la partecipazione alle attività universitarie e per stabilire un adeguato collegamento con gli ambienti di lavoro.

L’obiettivo generale dell’attività di tutorato è quello di aumentare l’efficacia del processo formativo e parallelamente di rendere più consapevole lo studente delle scelte e delle opportunità che gli vengono offerte, favorendone la partecipazione attiva, in tutte la fasi della sua carriera, a partire dal momento della scelta, a quello dell’uscita dall’Università e dell’inserimento nel mondo del lavoro, ma in particolare nelle scelte e nei comportamenti durante il percorso formativo universitario.

Le attività di tutorato perseguono pertanto i seguenti obiettivi generali:

  1. orientare ed assistere gli studenti lungo tutto il corso di studi;
  2. rendere gli studenti attivamente partecipi del processo formativo;
  3. rimuovere gli ostacoli ad una proficua frequenza dei corsi, anche attraverso iniziative apportate alle necessità, alle attitudini, ed alle esigenze dei singoli.

Le attività di tutorato sono parte dei processi di orientamento, inteso come attività formativa strettamente connessa all’attività didattica, e devono collegarsi con le iniziative degli organismi di sostegno al diritto allo studio e con le rappresentanze degli studenti.

 

5 - Semestri dell’anno accademico e sessioni d’esami

L’attività didattica è suddivisa in due unità, convenzionalmente chiamate semestri.

I Semestre: dall’inizio di ottobre alla fine di gennaio, con una sospensione nella settimana antecedente le festività natalizie per la discussione delle prove finali (e delle tesi di laurea secondo il precedente ordinamento).

II Semestre: dall’inizio di marzo ai primi di giugno.

Per evitare sovrapposizioni con l’attività didattica, gli esami di profitto saranno svolti in tre unità o "sessioni" – ognuna suddivisa in tre "appelli" – così scandite:

  1. febbraio;
  2. da giugno alla metà di luglio;
  3. settembre;

Essi si distribuiranno comunque in accordo col seguente schema:

 

Primo semestre

Il Primo Semestre va dall’inizio di ottobre alla fine di gennaio, con la sospensione delle vacanze di Natale.

Sessione esami 1 (valida solo per gli esami dei moduli impartiti nel I semestre), di cinque settimane, con sospensione dell’attività didattica nel mese di febbraio (in linea di principio, salvo minori variazioni in accordo col calendario), così organizzata:

prima settimana: primo appello d’esame

terza settimana: secondo appello

quinta settimana: terzo appello

 

Secondo semestre

Il secondo semestre va dall’inizio di marzo all’inizio di giugno.

Sessione esami 2, strutturata esattamente come la 1. Le attività didattiche si concluderanno intorno alla metà di luglio salvo un possibile prolungamento per la discussione delle Tesi di Laurea.

Sessione esami 3, con inizio nella seconda settimana di settembre.

Sessione esami 4 (valida solo per gli esami dei moduli impartiti nel II semestre), coincidente con la Sessione esami 1 dell’a.a. seguente, dalla fine di gennaio agli inizi di marzo.

 

 

Pagina composta il giorno 25-09-2002
Data dell'ultima modifica: 22-10-2008
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