IL COMPUTER NON È UNA MACCHINA FISICA ESATTAMENTE DEFINIBILE
(Cf. Orlandi cap. 5)
(Cf. Floridi)
È UN INSIEME [altra immagine] DI MACCHINE
La scheda è un computer. Tutte queste "periferiche" contengono una scheda:
- drive di dischetti
- drive di nastri
- drive di CD Rom
- scanner
- stampante
È UNA MACCHINA CHE PUÒ SIMULARE LE ALTRE MACCHINE
È UN CONCETTO PIUTTOSTO CHE UNA COSA CONCRETA
Cf. Hellerman
in The McGraw-Hill Computer Handbook.
IL COMPUTER È LA REALIZZAZIONE MATERIALE DI UN PRINCIPIO LOGICO
Il principio di identità e non contraddizione
(Cf. Mangione, Storia della logica)
Aristotele, Anal. Post. 1.2 = 71b16-72a14
Dante, Inferno 27.58-133
Poscia che il foco alquanto ebbe rugghiato
Al modo suo, l'aguta punta mosse
Di qua, di là, e poi diè cotal fiato:
« S'i' credessi che mia risposta fosse
A persona che mai tornasse al mondo,
Questa fiamma staría sanza piú scosse;
Ma però che giammai di questo fondo
Non tornò vivo alcun, s'i' odo il vero,
Sanza tema d'infamia ti rispondo
Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero,
Credendomi, sí cinto, fare ammenda;
E certo il creder mio veniva intero,
Se non fosse il gran prete (a cui mal prenda!)
Che mi rimise nelle prime colpe;
e come e quare, voglio che m'intenda.
Mentre ch'io forma fui d'ossa e di polpe,
Che la madre mi diè, l'opere mie
Non furon leonine, ma di volpe.
Li accorgimenti e le coperte vie
Io seppi tutte; e sí menai lor arte,
Ch'al fine della terra il suono useíe.
Qnand'io mi vidi giunto in quella parte
Di mia etade, ove ciascun dovrebbe
Calar le vele e raccoglier le sarte,
Ciò che pria mi piacea, allor m'increbbe,
E pentuto e confesso mi rendei.
Ahi miser lasso!, e giovato sarebbe.
Lo prencipe de' nuovi Farisei,
Avendo guerra presso a Laterano,
E non con Saracin, nè con Giudei,
Chè ciascun suo nimico era Cristiano,
e nessuno era stato a vincer Acri,
Nè mercatante in terra di Soldano;
Nè sommo officio, nè ordini sacri
guardò in sè, nè in me quel capestro
Che solea far li suoi cinti piú macri;
Ma come Costantin chiese Silvestro
Dentro Siratti a guarir della lebbre;
Cosí mi chiese questi per maestro
A guarir della sua superba febbre:
Domandommi consiglio, ed io tacetti,
Perchè le sue parole parver ebbre.
E poi mi disse: ' Tuo cor non sospetti;
Finor t'assolvo, e tu m'insegna fare
Sí come Penestrino in terra getti.
Lo ciel poss'io serrare e disserrare,
Come tu sai; però son due le chiavi,
Che il mio antecessor non ebbe care.
Allor mi pinser gli argomenti gravi
Là 've il tacer mi fu avviso il peggio,
E dissi: ' Padre, da che tu mi lavi
Di quel peccato ov'io mo cader deggio,
Lunga promessa con l'attender corto
Ti farà trionfar nell'alto seggio.
Francesco venne poi, com'io fui morto,
Per me; ma un de' neri cherubini
Gli disse: ' Non portar; non mi far torto!
Venir se ne dee giú tra' miei meschini
perché diede il consiglio frodolente,
dal quale in qua stato li sono a' crini;
ch'assolver non si può chi non si pente,
né pentére e volere insieme puossi
per la contradizion che nol consente.Oh me dolente! Come mi riscossi
Quando mi prese dicendomi: ' Forse
Tu non pensavi ch'io loico fossi! '
A Minos mi portò; e quegli attorse
Otto volte la coda al dosso duro;
E poi che per gran rabbia la si morse
Disse: ' Questi è de' rei del foco furo ',
Per ch'io là dove vedi, son perduto,
E, sí vestito, andando mi rancuro. »
Quand'egli ebbe il suo dir cosí compiuto,
La fiamma dolorando si partío,
Torcendo e dibattendo il corno aguto.
GEORGE BOOLE
HA MESSO A PUNTO UN SISTEMA
PER RAPPRESENTARE
OPERAZIONI LOGICHE
MEDIANTE SIMBOLI MATEMATICI:
IL COMPUTER È L'ESPANSIONE DI UNA BASE MINIMA
I CIRCUITI ELETTRICI
POSSONO MATERIALIZZARE
LE OPERAZIONI DELL'ALGEBRA DI BOOLE