Da molto tempo, in concomitanza con la diffusione e
lo sviluppo dei calcolatori elettronici digitali,
l'interesse degli studiosi di discipline umanistiche è stato
sollecitato dalla ricerca di tecniche e metodi nuovi da applicare
(p.es.) nel dominio degli studi linguistici (traduzione automatica,
analisi di testi, linguistica computazionale) e degli studi
storici (metodi di calcolo per la ricostruzione e la datazione storica).
Storicamente l'informatica si è formata come disciplina e ha visto riconosciuta la sua autonomia all'interno di Facoltà di carattere scientifico o tecnologico. Per sua natura essa comprende tuttavia una molteplicità di aspetti, che finora sono stati ricondotti a due rami principali:
In particolare, ricorderemo come nell'ambito degli studi linguistici siano stati affrontati i problemi legati allo studio dei formalismi del linguaggio e siano state sviluppate importanti tecniche di analisi e di generazione automatica del linguaggio, con importanti ricadute anche nella progettazione dei linguaggi di programmazione informatica, dando vita a una vera e propria «industria della lingua», che interessa per molti aspetti anche il problema della comunicazione scientifica a livello internazionale. Analogamente nell'ambito degli studi filologici, si è andato definendo un nuovo di concetto del lavoro di analisi critica e ecdotica, basato sulla gestione automatica dei manoscritti codificati e registrati su supporto magnetico. Gli studi storici hanno sviluppato una nuova visione dell'analisi e della sintesi della documentazione raccolta nelle banche di dati fattuali e prosopografici, con notevole incremento degli studi di storia economica e sociale, e con l'affermarsi di un nuovo concetto di «fonte» storica più poliedrico e multiforme. Gli studi archeologici hanno messo a punto nuove tecniche e metodi per lo studio topografico e il rilievo del territorio, e per la gestione e la presentazione dei reperti di scavo, grazie all'uso di tecniche di simulazione; e anche strumenti per la classificazione, l'inventariazione e la catalogazione dei beni archeologici, con la costituzione di basi di dati e con l'impiego di metodi statistici. Gli studi letterari hanno tratto profitto dai nuovi metodi di indagine e di analisi dei testi, ponendo particolare attenzione allo studio del lessico, all'analisi dello stile e all'attribuzione d'autore. Gli studi storico-artistici hanno individuato nuovi criteri di valutazione delle opere d'arte, tramite l'analisi numerica delle componenti grafiche e coloristiche. Gli studi musicologici hanno affrontato l'esame del repertorio musicale ai fini della ricostruzione storica e dell'analisi di opere e stili. Ciò che più conta, la riflessione sulle applicazioni realizzate ha indotto a riflettere più incisivamente sulle novità prodotte nella metodologia di lavoro delle discipline umanistiche, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione dei dati e la formalizzazione delle diverse fasi del lavoro di ricerca. Appare quindi necessario che l'ormai rilevante messe di contributi e riflessioni prodotte a livello nazionale e internazionale costituisca parte integrante della formazione disciplinare degli studenti delle Facoltà umanistiche, attraverso una rosa di insegnamenti da includere nei vari Corsi di laurea. Per quanto attiene alla personalità degli insegnanti, sembra opportuno sottolineare che la corretta applicazione di tecniche e metodi dell'informatica debba essere affidata a chi, per formazione di studio e per consuetudine di ricerca, abbia esperienza diretta delle metodologie umanistiche informatizzate. Questo, soprattutto, per evitare che si crei una cesura nella continuità tra le metodologie tradizionalmente coltivate nell'ambito degli studi umanistici e quelle computazionali, per non rischiare di disperdere un patrimonio plurisecolare di studio e di ricerca. Le esperienze condotte negli ultimi dieci anni presso alcune Facoltà umanistiche italiane e presso le Istituzioni culturali e gli Enti pubblici di ricerca che collaborano in stretto contatto con il mondo accademico stanno a testimoniare la possibilità dell'inserimento diretto dell'insegnamento di metodologie informatiche nelle Facoltà umanistiche, la capacità del personale insegnante e di ricerca di tali Facolt&agrve; di provvedere ad assolvere i compiti di insegnamento e di ricerca, offrendo agli studenti concrete prospettive di apertura alle nuove realtà professionali. Formuliamo pertanto la proposta di costituzione di un Settore scientifico-disciplinare, denominato da inserire nell'Area 10: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, con la declaratoria e i campi paradigmatici come segue. Comprende gli studi relativi alle innovazioni metodologiche prodotte dall'utilizzazione dei sistemi multimediali nell'ambito delle discipline umanistiche, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione dei dati, la formalizzazione delle diverse fasi del lavoro di ricerca e le tecniche di diffusione dei risultati. In particolare, nell'ambito degli studi linguistici prende in considerazione i problemi legati allo studio dei formalismi del linguaggio e alle tecniche di analisi delle regole e delle strutture linguistiche e lessicali, di generazione automatica di enunciati linguistici, di progettazione gestione e diffusione in linea di repertori e basi di dati linguistici, lessicali e terminologici («industria della lingua»). Nell'ambito degli studi filologici, prende in considerazione il lavoro di analisi critica e ecdotica, basato sulla gestione automatica dei manoscritti codificati e registrati su supporto magnetico. Nell'ambito degli studi storici si occupa dell'analisi e della sintesi della documentazione raccolta nelle banche di dati fattuali e prosopografici, e della loro diffusione multimediale. Nell'ambito degli studi archeologici si occupa delle nuove metodologie per l'analisi e il rilievo del territorio e per la gestione e la presentazione dei dati di scavo. Si occupa anche degli strumenti per l'inventariazione, la catalogazione e la classificazione dei beni archeologici, mediante la costituzione di basi di dati e l'impiego di metodi statistici. Nell'ambito degli studi letterari si occupa dei nuovi metodi di indagine e di analisi dei testi con strumenti informatici multimediali. Nell'ambito degli studi storico-artistici si occupa dei nuovi criteri di valutazione delle opere d'arte, tramite l'analisi numerica delle componenti grafiche e coloristiche, e dei metodi multimediali per la catalogazione, la conservazione e la fruizione del patrimonio storico-artistico. Nell'ambito degli studi musicologici si occupa delle nuove metodologie per l'indagine del repertorio musicale ai fini della ricostruzione storica e dell'analisi di opere e stili. Si occupa altresì dei metodi informatici multimediali per la catalogazione, la conservazione e la fruizione dei beni musicali e per la costituzione di repertori e basi di dati musicologici. I campi paradigmatici di competenza sono:
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